Mister Fabio Caserta: “Non ci siamo salvati per i calciatori, ma per gli uomini. Adesso posso fare il mio fioretto salvezza”
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Al termine della gara contro il Monza ha parlato il tecnico azzurro Fabio Caserta.
“Le emozioni sono tantissime – ha raccontato il tecnico azzurro –. Da quando sono arrivato sono state nove partite intense e difficili. Cambiare tre allenatori in un anno non è mai facile, ma devo fare i complimenti ai ragazzi perché hanno creduto nella salvezza fino alla fine, soprattutto nei momenti più complicati. Ci sono stati periodi in cui vedevamo solo le cose negative, ma alla fine ciò che contava era mantenere la categoria. Sono davvero contento. Questa squadra e questa società erano partite con ambizioni diverse, sicuramente non con l’obiettivo di salvarsi. Però dopo una retrocessione non è mai facile ripartire. In queste nove partite ho cercato di fare le cose più semplici possibili per i ragazzi. Ho cambiato anche diversi sistemi di gioco perché avevamo giocatori non al meglio fisicamente e, quando poi ho avuto la squadra a disposizione, ho cercato di mettere tutti nelle migliori condizioni. Prima della partita avevo detto ai ragazzi che loro, nelle 37 giornate precedenti, erano stati superiori a noi, ma in questa gara dovevamo essere almeno alla pari. Ho chiesto alla squadra di restare sempre in partita, perché nel calcio basta un episodio per cambiare tutto. Siamo partiti bene, siamo andati in vantaggio, poi abbiamo subito due gol troppo facilmente. In altre occasioni la squadra si sarebbe disunita, invece stavolta è rimasta compatta perché la posta in palio era altissima e soprattutto ci credeva davvero. Questa è la cosa più importante”.
“Nel calcio, come nella vita – ha aggiunto –, quando arrivano momenti negativi bisogna alzare la testa e lavorare. Ci siamo confrontati tanto con i ragazzi, abbiamo parlato molto di ciò che non funzionava. Ho avuto la fortuna di avere una proprietà che non ci ha mai messo pressione e ci ha sempre lasciato lavorare serenamente. Il ritiro è stato deciso insieme, squadra e società, per ritrovarci. Nelle ultime settimane ho fatto vedere meno video possibili sugli avversari perché, essendo stato calciatore, so che a volte serve liberare la testa. La chiave della salvezza? Gli uomini. Può sembrare una frase fatta, ma non lo è. Nei momenti difficili abbiamo parlato tanto e io ho cercato di far capire ai ragazzi che anche dentro le difficoltà c’era qualcosa di positivo. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo molto disponibile, capace di reagire anche quando il rischio era vedere soltanto gli aspetti negativi. Abbiamo lavorato soprattutto sull’aspetto mentale, cercando di convincere i ragazzi che erano una squadra forte. Ho puntato più sulle qualità umane che su quelle tecniche e tattiche. Non ci siamo salvati solo per i calciatori, ma per il gruppo e per gli uomini che lo compongono. Io li vivo tutti i giorni e so quello che hanno provato. A volte ci si dimentica che abbiamo a che fare con ragazzi di 23-24 anni. Questa salvezza, per noi, vale come una vittoria del campionato. Futuro? Quando sono arrivato sapevo di dover affrontare queste nove partite. Avevo ancora un anno di contratto a Bari, ma ho deciso di venire qui perché volevo salvare la categoria e farmi apprezzare come tecnico e come uomo. Le valutazioni le farà la società. Posso dire che questo è un ambiente bellissimo dove lavorare: qui ho trovato un clima positivo, dalla città al gruppo squadra fino alla società. Da parte mia c’è tanta voglia di iniziare un nuovo percorso e un progetto importante, perché allenare l’Empoli non capita tutti i giorni. Però oggi la cosa più importante era la salvezza”.
“Devo ringraziare soprattutto i calciatori – ha concluso Caserta – perché sono stati fantastici. Questo è il giusto premio per loro, anche se dall’esterno, quando le cose non vanno bene, arrivano tante critiche. Ho trovato un gruppo eccezionale, disponibile in tutto, anche da parte di chi andava in tribuna. Non era facile. Il risultato è arrivato soprattutto grazie a loro. Ringrazio anche la proprietà per avermi dato la possibilità di lavorare in una piazza così importante. Il mio obiettivo era mantenere la categoria, farmi apprezzare come tecnico e soprattutto come uomo. Ci tengo poi a dedicare questa salvezza a mia madre, che non sta attraversando un buon momento dal punto di vista della salute. So quanto ha sofferto, quanto tiene a me e quanto desiderasse gioire per questo risultato. Quando perdiamo sta male anche lei. Spero che questo momento difficile passi presto, perché la mamma è una delle persone più importanti nella vita. Fioretto salvezza? Sì, partirò la prossima settimana per fare il Cammino di Santiago da solo. Non l’avevo detto prima per scaramanzia, ma adesso posso dirlo”.











