La presentazione del nuovo direttore sportivo azzurro Stefano Stefanelli
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Questa mattina, alla presenza dell'Amministratore Delegato e Vice Presidente azzurra Rebecca Corsi, nella sala stampa Antonio Bassi del Carlo Castellani Computer Gross Arena è stato presentato il nuovo direttore sportivo Stefano Stefanelli: guarda la conferenza su Empoli Football Channel.
“Siamo qui a presentare il nuovo direttore sportivo – ha introdotto l’Amministratore Delegato e Vice Presidente azzurra Rebecca Corsi –. Prima però fatemi ringraziare Roberto Gemmi ed il suo collaboratore Armando Perna per questo anno e mezzo di lavoro insieme e di condivisione. Purtroppo queste scelte fanno parte del nostro lavoro e abbiamo ritenuto opportuno farlo adesso, anticipando i tempi rispetto al consueto. Abbiamo individuato nella persona di Stefano Stefanelli le caratteristiche per accompagnare e guidare la società”.
“Ringrazio la proprietà per l’occasione – ha dichiarato il nuovo Direttore Sportivo azzurro Stefano Stefanelli –, è stata una chiamata inattesa: è nata in questi ultimi giorni, sono contento e li ringrazio pubblicamente. Non sta a me presentare Empoli, una realtà importante nel panorama italiano per storia, cultura e ambizione. Questa è una opportunità, una chiamata così, in un momento particolare, mi ha reso molto felice e propenso ad accettare visto che la passata stagione è stata travagliata per me. Arrivo con entusiasmo, non devo fare promesse particolari, darò tutto quello che posso, questa è la promessa che faccio. Empoli per me è tanta roba”.
“La squadra può essere migliorata ma va valutata con calma – ha proseguito –. Quello di gennaio è un mercato particolare, in cui le situazioni si sviluppano con tempi diversi e ci sono eventi e situazioni particolari. Un mercato dinamico e non facilmente preventivabile. Qualcosa si potrebbe fare, ma in questi giorni siamo in fase di valutazione con la proprietà ed il mister, non vorrei correre. La squadra sta crescendo e facendo ottime prestazioni, c’è da riconoscere il bel lavoro che si sta facendo. Stiamo valutando con alcuni ragazzi la possibilità di trovare spazio e completare così la loro ripresa o crescita. Potrebbe consentire al mister di lavorare meglio considerando che abbiamo una rosa ampia. In uscita un paio di situazioni si potrebbero concretizzare nei prossimi giorni, ma senza fretta, mentre in entrata ci prenderemo il tempo per valutare bene. La gara di sabato con il Cesena? Tutte le gare sono cariche di emozioni, a Cesena sono stato bene ed ho amici e ricordi. Ma dopo sei mesi a casa mi manca l’adrenalina della partita e non vedo l’ora che l’arbitro fischi l’inizio. Le gare le seguirò dalla panchina”.
“Empoli è una società che ha una cultura ed una organizzazione che in Italia non molti hanno – ha poi detto –. Sento il mio percorso vicino a quello della società e può essere il motivo per cui mi hanno scelto. Sono un ambizioso lavoratore, che viene dal niente ed è partito dal basso. Mi avvicino molto al modo di lavorare di questo club: cultura, professionalità, presenza. Ho fatto anche esperienze che mi hanno aperto altre visioni e possibilità, come successo la scorsa stagione anche a livello internazionale”.
“Presentandomi alla squadra ho dato questo messaggio – ha aggiunto –: continuare a lavorare così come sta facendo. Non ho la bacchetta magica, c’è da lavorare per crescere. Mi metto a disposizione di tutti. Mi piace vivere il campo, vengo da un calcio pane e salame: al campo ci sto e mi piace. La squadra deve consolidare questa posizione e deve crescere da qui alla prossima stagione. Empoli è una grande palestra ed università, qui si respira calcio dalla mattina alla sera. Il settore giovanile è il core di questo Club, negli anni si è lavorato non bene ma di più. C’è la sfida e l’impegno di crescere insieme al settore giovanile. Sarà una opportunità anche per me di ulteriore miglioramento”.
“Le prime esperienze di Pesaro e Pistoia sono state di introduzione a questo mestiere – ha concluso Stefanelli –. Mi hanno permesso di forgiarmi, venire dal basso ti permette di capire dinamiche e valore delle cose. Carpi è stata formativa, un modo di fare calcio fatto di professionalità e cultura, anche Cesena è stata un'esperienza importante. Napoli e Juventus sono mondi a sé, sono state opportunità di aprirmi a mercati diversi, ad un network internazionale. Capisci cosa significa lavorare in un grande club, è un lavoro molto più settoriale”.











