Sostenibilità, talento, infrastrutture: la B tra sfide finanziarie e attrattività di prodotto
20 novembre 2025
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Panel al Social football summit con il Presidente Paolo Bedin e il Consigliere indipendente Andrea Sartori
Durante l'SFS 25, il panel dedicato a Sostenibilità, Sviluppo del Talento e Infrastrutture ha svelato le dinamiche economiche e strutturali della Serie BKT, evidenziando criticità ma anche opportunità uniche. L'intervento di Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie BKT, intervistato da Andrea Sartori Ceo di Football Benchmark e consigliere indipendente di Lega B, ha fornito una panoramica lucida sulla necessità di un cambio di passo strategico per il sistema calcio e la seconda divisione italiana.
La sfida finanziaria: il dato economico
Bedin ha aperto il dibattito ponendo l'accento sulle differenze economiche che condizionano la Serie BKT rispetto ai competitor europei. Leghe come la Bundesliga 2 (Germania) e la Championship (Inghilterra) mostrano un significativo upgrade nei ricavi operativi, in un percorso che negli anni le qualifica prime in Europa grazie ad una struttura dei ricavi complessivamente più solida.
Questa performance economica sfavorevole della Lega B, rispetto ai competitor europei, deriva in gran parte dalla mancanza di adeguati e comparabili principi di mutualità interna e da dinamiche sui diritti audiovisivi che riflettono la drastica contrazione causata della polarizzazione dei ricavi verso le grandi competizioni mondiali e europee. A cui si aggiunge un deficit cronico di infrastrutture che è divenuto ormai uno svantaggio competitivo. Bedin ha avvertito quanto l'attuale situazione di crisi ponga due rischi sinergici: l'insostenibilità dei deficit economico-finanziari da un lato e una sorta di barriera all'ingresso di nuove proprietà ed investitori, che garantiscano quel necessario turnover negli anni.
I gap di fatturato che caratterizzano le tre divisioni in Italia (Serie A, B e C), metaforicamente rappresentabili più come un precipizio piuttosto che uno scalino, portano alla necessità di intervenire anche sulla struttura dei costi, in primis quelli dei calciatori, che vanno coinvolti maggiormente nel rischio imprenditoriale del club, permettendo alle società di avere una sorta di cuscinetto in caso di retrocessione da una categoria all'altra.
I club, definiti come portatori pro tempore del patrimonio della comunità necessitano di una continuità aziendale. E oltre alla storia, al legame con il territorio e al brand, l'unica via per renderli appealing a investitori è la sostenibilità economico-finanziaria. Che si scontra anche con la specificità del settore e l'elevato turnover di squadre (7 su 20 ogni anno), che ostacolano le politiche a medio-lungo termine e l’adeguamento ai nuovi standard normativi.
Talento domestico: le barriere e il player trading
L'analisi sul Player Trading e sulla gestione dei talenti ha rivelato alcuni squilibri. Nonostante la Serie BKT sia tra le prime due leghe europee per spesa nel calciomercato (dopo la Championship), il ricavo è decisamente inferiore, fermandosi a 5,3 milioni di euro contro i 23,8 milioni della Championship. Inoltre solo il 6% dei calciatori della Serie BKT viene venduto a squadre di Serie A, una percentuale sempre più bassa rispetto ai precedenti decenni.
Le cause non sono certo riconducibili al livello qualitativo e tecnico/tattico dei nostri giovani, che è alto come i successi delle nazionali giovanili FIGC dimostrano regolarmente, nonchè la percentuale di convocati Under 21 e Under 20 provenienti dalla Serie BKT che è superiore al 50%.
I motivi sono riconducibili a un mix di fattori: esterofilia cronica da un lato, che porta all'acquisto di giocatori stranieri che generano appeal verso i tifosi, incremento dell'utilizzo di algoritmi che monitorano tutti i campionati globali e non ultimo il sistema di gestione dei trasferimenti domestici attraverso la cosiddetta "stanza di compensazione", che impone rigidi obblighi di garanzie finanziarie rispetto ai transfer internazionali.
Le soluzioni sono l'incremento del dialogo e la ricerca di nuove forme di collaborazione e di trasfert tra i club domestici per alzare i flussi di giocatori interni, nonchè il rafforzamento dei meccanismi premiali, già di per sè molto strutturati in B, verso i giovani. Tenendo presente che quasi il 60% delle risorse della Lega viene già redistribuito in base ai minuti giocati dagli under, premiando i club che li impiegano.
Leve di sviluppo: infrastrutture e dati
Il panel ha identificato chiaramente due leve strategiche per consolidare gli asset positivi e invertire il trenddi quelli negativi: infrastrutture e diritti televisivi/digitali. Per le infrastrutture, la riqualificazione è necessaria per mantenere e rafforzare la fruizione degli eventi live da parte dei tifosi da un lato e patrimonializzare e generare nuovi fonti di ricavo dall'altro. Il problema risiede nel fatto che l'investimento per la costruzione di un nuovo stadio è spesso un multiplo dell'investimento per la gestione del club, richiedendo uno sforzo economico ed un investimento che necessita di aiuto esterno per uniformare gli iter burocratici, accessi al credito e forme di sostegno finanziario e fare dell'infrastruttura una priorità centrale.
Per quanto riguarda i diritti televisivi, Bedin ha sottolineato la necessità di una trasformazione dell'offerta che abbracci le nuove piattaforme OTT e i grandi gruppi digitali. L'obiettivo non è focalizzarsi su voci ormai sature o in decremento, come quelle delle piattaforme classiche, ma puntare a nuovi format di contenuti e al valore incrementale dei dati del campionato, delle partite e delle data room, una sfida che Lega e club devono affrontare a livello associativo.
L'identità territoriale come asset inimitabile
Nonostante le sfide di cui sopra, la Serie BKT presenta punti di forza unici su cui costruire il proprio futuro. Il campionato è quello in Europa con la minor differenza punti tra le squadre, sintomo di un equilibrio tecnico straordinario. Stanno crescendo le presenze allo stadio (120.000 abbonati e oltre 10.000 spettatori a partita) così come la fanbase digitale, con 8.2 milioni di followers aggregati: un dato - quello online - in continua crescita ed evoluzione, dimostrazione tangibile delle opportunità del settore.
Il vero punto di forza è il senso di appartenenza e l'identità territoriale che il tifoso sente profondamente verso la squadra della propria città, un legame che "sottolinea la fidelizzazione del tifoso a prescindere dai risultati della propria squadra". In un settore, quello dell'entertaiment, in continua crescita, dove l'offerta di sport e spettacolo è molto ampia, l'aumento degli spettatori ci ritorna un dato estremamente positivo e molto significativo.
In conclusione, la discussione si è spostata sul tema delle proprietà. Se da un lato l'arrivo di sempre più proprietà straniere è un fattore importante che assicura nuovi investimenti ma necessita anche di essere analizzato e gestito, dall'altro vi è la necessità di riconquistare e coinvolgere le proprietà italiane, motivando i grandi imprenditori italiani legati al territorio e portatori di interesse ad investire sulle nostre società.

Il 2025 che si è chiuso pochi giorni fa, il 2026 appena cominciato; il presidente azzurro Fabrizio Corsi ha parlato a La Nazione in vista della ripartenza del campionato. “Il 2025 è stato senza dubbio amaro per una retrocessione arrivata all’ultima giornata – ha dichiarato –, perché nel girone di andata avevamo visto che i valori della squadra erano ben altri. Sicuramente hanno inciso i tanti infortuni, ma mi fanno ridere quelli che li reputano frutto della sfortuna. Anche da quel punto di vista lì infatti potevamo fare meglio, come è stato fatto da febbraio in poi. Peccato, perché era uno dei migliori Empoli, basta vedere che molti giocatori sono andati in squadre importanti. Di sicuro poi l’anno è finito in crescendo, ma a me serve guardare più agli errori perché si può sempre fare meglio. Una gara da ricordare e una da cancellare? In mezzo a questa delusione ci sono comunque state anche delle soddisfazioni, come l’aver eliminato squadre importanti nel nostro cammino in Coppa Italia, su tutte la Juventus a Torino. Coppa dove per altro abbiamo fatto giocare tanti dei nostri giovani, cosa che ci ritroveremo poi in prospettiva. Insomma, nonostante tutto abbiamo sempre fatto l’Empoli. Da cancellare la sfida col Verona all’ultima giornata di Serie A, dove potevamo sfruttare il fattore campo, invece non ci siamo espressi come potevamo ed abbiamo perso meritatamente. Quello che più mi ha colpito, però, è vedere ad un quarto d’ora dalla fine, quando ormai si capiva che stavamo andando incontro alla retrocessione, tanti giovani con le lacrime agli occhi». “Speravamo in una partenza migliore – ha proseguito parlando dell’attuale stagione –, la squadra comunque è molto giovane e qualcosa gli manca, ma con l’arrivo di Dionisi, che è molto bravo nella gestione del lavoro settimanale, le cose stanno migliorando. Se un paio di mesi fa eravamo in difficoltà, adesso si intravedono prospettive importanti. Il cambio del Direttore sportivo? Ringraziamo Gemmi per il lavoro svolto e per quanto fatto in questo anno e mezzo. In questo momento abbiamo ritenuto di aver bisogno di qualcosa di diverso, con una nuova figura che possa portare energie e idee nuove. Come società siamo convinti che ci sia sempre margine di miglioramento, a partire dal presidente. Mercato? Le riflessioni maggiori sono su quei ragazzi che per la loro crescita meriterebbero di andare a giocare con più continuità, poi cercheremo probabilmente di inserire un centrocampista che aggiunga centimetri e chili”. “Stadio? – ha aggiunto sul tema del restyling dello stadio – La documentazione che dovevamo consegnare entro dicembre è stata consegnata e penso che a marzo potremmo essere in grado di fissare la data di inizio dei lavori. Un percorso lungo, ma che sta procedendo secondo le tempistiche necessaria e che sarà utile a tutti. Monteboro? Qui i tempi saranno un po’ più lungo perché dobbiamo trovare le energie economiche necessarie, ma come abbiamo sempre fatto, lo faremo un passo alla volta secondo quelle che sono le nostre forze. Possibile ingresso di un socio? Stiamo cercando di trovare la soluzione più idonea per mantenere questo modo di gestire la società, che spesso ci è riconosciuto come un modello non solo in Italia, ma anche all’estero”. “Mi auguro di proseguire in questo trend di miglioramento – ha concluso – poter vivere un finale di stagione elettrizzante. Ai tifosi dico grazie perché tutti insieme abbiamo creato un ambiente speciale, dove tanti giocatori sognano di venire per formarsi e questo è il patrimonio più importante che possiamo lasciare”.

Empoli Football Club comunica di avere affidato il ruolo di Direttore Sportivo a Stefano Stefanelli. Il nuovo dirigente ha firmato un contratto che lo legherà al club azzurro fino al 30 giugno 2027. Stefanelli nasce a Pergola il 5 ottobre 1979. Terminata la carriera da calciatore, nel 2016 inizia il percorso da dirigente alla Vis Pesaro, in Serie D. Nella stagione successiva il salto in Serie B al Carpi, dove ricopre il ruolo prima di direttore sportivo e poi di direttore generale. L’esperienza carpigiana si conclude nel 2020, quando passa al Napoli come direttore sportivo dell’Under 19. Dopo una parentesi alla Pistoiese, a luglio 2022 approda al Cesena, conquistando la semifinale playoff di Serie C. L’anno seguente passa al Pisa in Serie B, chiudendo il campionato al tredicesimo posto. Nell’ultima stagione, Stefanelli è stato il direttore dell’area scouting della Juventus.

Azzurri di nuovo al lavoro e primo allenamento del 2026: la formazione di mister Alessio Dionisi tonerà in campo domani, venerdì 2 gennaio, alle ore 14.30 al Centro Sportivo di Petroio in vista della ripartenza del campionato. Gli azzurri saranno poi al lavoro, sempre a Petroio, sabato mattina, alle 11.00, domenica, con una doppia seduta di lavoro tra campo e palestra e lunedì di nuovo al pomeriggio alle 14.30.

La prima del nuovo anno a Cesena sabato 10 alle 19.30, le sfide casalinghe con Südtirol e Modena, la trasferta a Carrara: ecco le nostre sfide del mese di dicembre. Queste le nostre sfide: 19^ giornata – Cesena-Empoli (Sabato 10 gennaio 2026 ore 19.30) 20^ giornata – Empoli-Südtirol (Sabato 17 gennaio 2026 ore 15.00) 21^ giornata – Carrarese-Empoli (Venerdì 23 gennaio 2026 ore 20.30) 22^ giornata – Empoli-Modena (Sabato 31 gennaio 2026 ore 15.00)








