Le parole di mister Guido Pagliuca alla vigilia di Empoli-Monza

30 settembre 2025

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Il tecnico azzurro Guido Pagliuca ha parlato nella sala stampa Antonio Bassi del Carlo Castellani Computer Gross Arena alla vigilia della sfida di domani contro il Monza; ascolta le sue parole su Empoli Football Channel.

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“Abbiamo analizzato la gara con la Carrarese – ha dichiarato il tecnico azzurro –, le cose buone e quelle da migliorare. Dobbiamo ripartire da ciò che dipende da noi e da ciò in cui possiamo migliorare subito, come l’aspetto caratteriale ed il desiderio di fare quei punti che danno valore ai sacrifici che fa il gruppo. Dobbiamo avere un desiderio forte, si deve vedere su ogni pallone ed in ogni secondo della gara. Il Monza ha tredici-quattordici calciatori dello scorso anno mentre noi ne abbiamo ventuno nuovi, loro sono una squadra che sta vivendo una situazione di risultati simili alla nostra. Sarà una partita in cui c’è l’esigenza di fare punti, una gara difficile per entrambe. L’episodio potrà incidere e il fattore agonistico sarà dominante”.


“Siamo alla quinta gara, ci manca la vittoria dalla prima giornata – ha aggiunto –. Vogliamo tornare alla vittoria con tutte le nostre energie e con tutta la nostra voglia di farlo. Siamo consapevoli di aver ricevuto qualche critica in queste ultime due partite, quando abbiamo fatto cose meno buone e qualcosa di giusto. La critica ci deve dare forza interiore per crescere, a dare di più sul campo ed aggredire il momento con tenacia e senso di efficacia per tutta la gara, che è un qualcosa che ricerchiamo. Le critiche ci devono dare rabbia e attenzione, vanno trasformate in positività. Siamo consapevoli della nostra forza, del nostro percorso e della nostra giovane età”.



“Dobbiamo essere focalizzati sul presente – ha concluso Pagliuca –. Davanti all’errore si deve avere la forza interiore di reagire, di accettare una critica e trasformarla in positivo ed in energia che porta attenzione, applicazione e fame nel lavoro. Questo ti fa migliorare. I ragazzi danno il massimo ogni giorno, sono convinto che con l’unione del gruppo la squadra può crescere e togliersi delle soddisfazioni. Ci siamo focalizzati nel recuperare energie e cercare di presentarsi alla partita con grande carattere, forza e desiderio di fare bene sul campo. Dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare e fare bene noi”.



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Il nostro Gabriele Guarino è stato inserito nella Top 11 italiana Under 23 della Serie BKT 2025/2026. Il numero 34 azzurro ha collezionato 35 presenze in campionato (a cui aggiungerne due in Coppa Italia Frecciarossa) per un totale di 2897 minuti, con 3 reti e 2 assist, oltre a far parte in pianta stabile dell'Under 21 di Silvio Baldini. Giovane, italiana e di grande prospettiva. La Serie BKT continua a confermarsi un punto di riferimento fondamentale per la crescita dei talenti del calcio nazionale, un campionato capace di dare spazio, continuità e responsabilità a tanti profili Under 23 pronti a diventare protagonisti anche ai livelli più alti. La racconta perfettamente il valore del torneo cadetto come autentico bacino di gioventù, talento e italianità. Tra i pali spicca Lorenzo Palmisani del Frosinone, protagonista di una stagione di grande affidabilità e personalità. In difesa trovano spazio Costantino Favasuli del Catanzaro, Gabriele Guarino dell’Empoli, Lorenzo Lucchesi del Monza e Gabriele Bracaglia del Frosinone, interpreti che hanno saputo dire la loro anche in fase realizzativa durante il campionato. A centrocampo brillano qualità, dinamismo e visione di gioco con Matteo Dagasso e Issa Doumbia del Venezia insieme a Tommaso Berti del Cesena, tre profili che hanno dimostrato maturità e crescita costante. In avanti, invece, riflettori puntati su Fabio Abiuso della Carrarese, Emanuele Rao del Bari e Antonio Raimondo del Frosinone, attaccanti vivaci e con uno spiccato senso del gol. Accanto alla Top 11 non mancano poi le menzioni speciali, ulteriore testimonianza della profondità e della qualità del panorama giovanile della Serie BKT. A cominciare dal portiere Edoardo Motta, classe 2005 passato dalla Reggiana alla Lazio e subito diventato titolare e protagonista della semifinale di Coppa Italia che ha permesso ai biancocelesti di strappare il pass per la finalissima. Quindi, i difensori Tommaso Corazza del Cesena, Nicolò Calabrese della Carrarese, Daniel Tonoli del Modena e Filippo Missori dell’Avellino. A centrocampo da segnalare il 2007 del Catanzaro Mattia Liberali e Matteo Cichella del Frosinone, mentre nel reparto offensivo meritano una citazione Alphadjo Cisse del Catanzaro e Davide Bragantini del Mantova. Un gruppo di giovani che certifica ancora una volta il ruolo centrale della Serie BKT nella valorizzazione dei calciatori italiani, sempre più pronti a raccogliere il testimone del futuro del calcio azzurro.
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Le parole di mister Andrea Filippeschi al termine della finale di Supercoppa Primavera 2 con il Como: “Sono contento per i ragazzi – afferma Filippeschi – ci eravamo dati un obiettivo iniziale. Da fuori poteva sembrare facile ma non era così, rendere realtà qualcosa di scontato per gli altri non è mai facile. I ragazzi sono stati bravi perché nonostante la vittoria del campionato hanno continuato a correre ed hanno continuato a battagliare, ed oggi (ieri, ndr) si sono andati a prendere questa ciliegina sulla torta. Sono contento perché se lo meritano, è un gruppo che ha valori importanti a prescindere dagli aspetti calcistici. Un anno dopo la retrocessione di Bologna? Quel giorno lì è finito qualcosa e se ne è aperta subito un’altra. Ho avuto la fortuna di poter ripartire con questa squadra, ho messo passione, sacrificato la famiglia ed ho dato tutto quello che avevo per migliorare i ragazzi e raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ci siamo riusciti ma non è stato semplice. Bologna è stata una botta importante ma i ragazzi non solo hanno vinto il campionato ma lo hanno stravinto. Negli ultimi cinque anni in Primavera 2 solo una squadra ha fatto un punto più di noi”. “La cosa che mi ha gratificato maggiormente? Ho avuto la fortuna che tanti di loro li ho allenati che erano bambini, avevamo in campo sette ragazzi che vengono dalla nostra Attività di Base, questo è l’Empoli. Conta il senso di appartenenza, il sentire la maglia che per anni hanno avuto addosso. Prima della partita ho detto ai ragazzi di dover richiamare tutti quei ricordi e magari le amarezze di altre finali perse per farne tesoro e portare questa cosa in campo. E’ la prima finale che vinco? Sì, è vero, è la prima finale che vinco. Con l’Under 15 potevamo fare di più mentre quella persa con l’Under 17 era una gara un po’ più difficile mentre l’anno scorso con il Bologna era un play out. Nel calcio si vince e si perde, bisogna essere bravi a ripartire e cercare di migliorare. Il ritorno in Primavera 1? Sicuramente ci attende un campionato difficile, il livello sarà alto. L’Empoli deve credere nell’Attività di Base e nel settore giovanile, se oggi vinciamo è merito di tutti quegli allenatori che hanno lavorato nel settore giovanile prima e dopo di me e che hanno dato il loro contributo. La cosa per me più bella di questa annata è che con il gruppo abbiamo preso una strada insieme, che poteva essere giusta o sbagliata, ma che anche nelle difficoltà mi è sempre venuto dietro”.