Le parole di mister Alessio Dionisi al termine di Bari-Empoli

5 marzo 2026

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Il tecnico azzurro Alessio Dionisi ha parlato al termine della gara del San Nicola contro il Bari. 


“C’è tanto rammarico – ha dichiarato il tecnico azzurro Alessio Dionisi al termine della gara contro il Bari – perché per 25 minuti abbiamo giocato una partita a senso unico. Eravamo partiti bene, stavamo creando tanto e mancava solo il gol. Avevamo già costruito tre occasioni importanti e dovevamo semplicemente continuare su quella strada. Purtroppo poi l’espulsione ha cambiato tutto e ci siamo trovati in dieci. Nonostante l’inferiorità numerica non abbiamo mai mollato, abbiamo provato a rimanere dentro la gara. Giocare 70 minuti in dieci, però, diventa difficile. Il secondo gol era evitabile e questo mi fa arrabbiare, perché sull’1-1 o sul 2-1 gli ultimi 15 minuti sarebbero potuti essere diversi”.

“Sono un po’ arrabbiato – ha proseguito – perché oggi dovevamo cambiare qualcosina nel nostro campionato e purtroppo non ci siamo riusciti. Se penso alla prestazione della squadra, quella c’è stata, anche se parliamo di una sconfitta. Mi aspettavo una partenza importante e devo dire che c’è stata. Li abbiamo schiacciati nella loro metà campo, li abbiamo messi in difficoltà. Poi ci siamo complicati la vita da soli, con una negligenza che a questi livelli si paga ed è chiaro che quando resti in inferiorità numerica qualcosa concedi. Nel secondo tempo non siamo ripartiti benissimo. Loro hanno cambiato atteggiamento, ma noi potevamo gestire meglio alcune situazioni, soprattutto sull’azione del secondo gol, che era evitabile. I cambi? Chi è entrato non aveva una vita facile. Nella partita precedente i cambi avevano dato una spinta importante, oggi non siamo riusciti a trovare quella marcia in più, anche se in dieci contro undici non era semplice”.

“Era uno scontro diretto e lo abbiamo perso – ha concluso Dionisi –. Abbiamo poco margine su chi sta dietro, quindi dobbiamo pensare a noi stessi. Andiamo via anche un po’ dispiaciuti perché abbiamo fatto una partita dispendiosa, in dieci per tanti minuti. E dispiace perché avevamo indirizzato la partita nella maniera giusta e ce la siamo complicata da soli. Nel calcio, alla fine, ha ragione chi vince. Oggi hanno vinto loro, ma per lunghi tratti la gara era nelle nostre mani”.



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31 maggio 1991, 31 maggio 2026. 35 anni di presidenza azzurra di Fabrizio Corsi. “La mia elezione – le prime parole di Corsi nel maggio del 1991 – è una conseguenza della situazione che si era creata negli ultimi mesi. In questo momento mi sento in una posizione straordinaria. Va consolidata, affinché il consiglio possa lavorare con tranquillità. Ci sentiamo di operare per il bene dell'Empoli, dobbiamo gettare le basi per il programma; discutere in consiglio e capire se c'è la volontà di tutti di metterlo in atto. I programmi, a grandi linee, ci sono, ma tutto dev'essere discusso e approvato dal Consiglio. Spero di ritrovare certi equilibri perduti: ciò che manca è un'armonia antica che adesso non c'è più. Il passato non deve continuare a pesare”. “Non avrei mai pensato di arrivare a tanto – ha commentato oggi il Presidente a Il Tirreno –, di restare in carica per 35 anni. Quando diventai presidente, il mio sogno era vivere almeno una stagione in Serie B, poi invece... Ricordo lo spareggio promozione a Modena con il Como del giugno 1996 perché il mio sogno, la Serie B, diventava realtà e perché da lì è iniziato tutto. Oggi non basterebbe un libro per mettere insieme i ricordi, ne servirebbe almeno uno per ogni ciclo. Quante persone ho incontrato? Impossibile anche solo contarle. Spesso il mio pensiero va a quelle che non ci sono più, ma è davvero difficile metterle in fila tutte. Ho avuto la fortuna di trovare allenatori molto bravi e anche autentici maestri di calcio, ho avuto campioni per cui davvero servirebbe un’enciclopedia più che un libro. I prossimi 35 anni dell’Empoli? Come e meglio di questi”. 35 anni di presidenza Corsi, 12.784 giorni. Una storia di famiglia proseguita con l'ingresso in società di Rebecca, oggi AD e vicepresidente. La promozione in B del 1996 e, nello stesso anno, la vittoria della Coppa Italia di Serie C; la prima promozione nella massima serie nel 1997 e le cinque successive. Sedici campionati di Serie A, con il settimo posto e la Coppa UEFA nel 2007 come punto più alto. E, se guardiamo il settore giovanile, oltre ai tanti talenti lanciati, due scudetti Primavera, una storica partecipazione alla Youth League, un Torneo di Viareggio, una Coppa Italia Primavera e un tricolore Under 16.
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