Il Responsabile del Settore Giovanile Federico Bargagna: “Avevo un debito verso la società, è bello vivere emozioni così; gruppo, valori e senso di appartenenza hanno fatto la differenza”
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Al termine della Supercoppa Primavera 2 vinta 4-1 contro il Como ha parlato il Responsabile del Settore Giovanile azzurro Federico Bargagna.
“È bello vivere emozioni così – ha commentato Bargagna –. Sono molto contento per i ragazzi e per lo staff, che hanno coronato e chiuso una stagione importante con questa vittoria al cospetto di una squadra molto forte come il Como, in una cornice straordinaria come Coverciano, la casa del calcio italiano. Come ho detto al termine della partita di Salerno, dove è arrivata la matematica promozione in Primavera 1, io avevo un debito di riconoscenza verso la società perché mi sentivo responsabile della retrocessione dello scorso anno e non ero soddisfatto del mio operato, non avendo messo nelle condizioni migliori di esprimersi due tecnici come Filippeschi e Birindelli, che quest’anno nelle rispettive squadre hanno fatto grandi cose. Avevo questo debito verso la società e oggi sicuramente l’umore è diverso. Se analizziamo la stagione della Primavera, siamo partiti con tante aspettative. In questo mister, gruppo e staff sono stati molto bravi, perché quando hai il peso di dover dimostrare qualcosa è ancora più difficile. I primi mesi non sono stati semplici: abbiamo fatto fatica a calarci nella realtà del campionato Primavera 2, che è molto competitivo. Pensavamo che, per il nostro blasone e per le qualità individuali che avevamo, fosse tutto più semplice. Dopo la sconfitta di Spezia, quando eravamo quarti in classifica, per fortuna avevamo subito una partita di Coppa Italia col Pisa. Ci ha permesso di riscattarci e di tornare subito a vincere. Avevamo bisogno di giocare. E da lì ho avuto la sensazione che siano venuti fuori i valori di questi ragazzi. Gran parte del gruppo è con noi da tanti anni. Quando dico che il senso di appartenenza alla maglia azzurra a volte fa la differenza, intendo proprio questo”.
“Siamo fortunati a lavorare in questa società – ha aggiunto – perché l’obiettivo primario, quello che si respira quotidianamente a Monteboro, è da sempre far sì che i nostri ragazzi arrivino in prima squadra. Sicuramente ci sono ragazzi che hanno valore, talento e potenzialità. Il percorso però è ancora lungo: devono lavorare, non distrarsi e non farsi condizionare da una vittoria in più o in meno. Devono crescere. Noi dobbiamo accompagnarli affinché, prima come uomini e poi come calciatori, raggiungano i propri obiettivi. L’Empoli da 35 anni cerca sempre di dare l’opportunità di arrivare in prima squadra a chi dimostra capacità e valore. Per far questo c’è bisogno di tante componenti e colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che lavorano ogni giorno nel settore giovanile e che magari oggi non vivono un quarto di finale o non sono qui, ma ci permettono di creare l’ambiente giusto per far crescere questi ragazzi, compreso anche chi ha meno visibilità. Quando si dice che l’Empoli è una grande famiglia è proprio così, e dobbiamo cercare di non disperdere mai questi valori”.
“Staccheremo qualche giorno – ha concluso – ma poi c’è da pensare alla prossima Primavera e anche a finire al meglio la stagione delle Under. Devo fare i complimenti a Matteo Silvestri e a Tommaso Dalladonne, che ha lavorato con lui fino a qualche mese fa, creando tre gruppi importanti, non solo per i risultati ma anche per i contenuti tecnici. Complimenti anche all’Under 16 di Polverini, uscita con la Juve ma giocando alla pari contro una squadra fortissima. Adesso abbiamo l’Under 17 di mister Tonelli ai quarti di finale contro la Lazio e l’Under 15 di Gambirasio, anche loro ai quarti, attesa dal ritorno contro il Genoa. Sono due squadre con potenzialità importanti. Devono vivere questo finale di stagione nella maniera giusta, cercando di regalarsi qualcosa di bello. Sognare non costa niente. I risultati nel settore giovanile non sono la cosa fondamentale, però quando arrivano creano entusiasmo ed è bello vivere giornate come questa.”












