Niccolò Corrado: “Ho scelto Empoli senza pensarci due volte; con il Vicenza vogliamo fare una gran partita”
21 ottobre 2026
Dall'impatto con l'ambiente azzurro alle sensazioni per l'inizio di stagione, passando per la prossima sfida con il Vicenza e i sacrifici affrontati da giovane per inseguire il sogno del calcio. Niccolò Corrado è stato ospite di Azzurro Mania, in onda su Canale 88.
L'ARRIVO A EMPOLI E LE CARATTERISTICHE TECNICHE
“L'impatto è stato positivo fin da subito. Quando ti dicono Empoli, pensi a una società che ha un certo spessore, con tutte le esperienze che ha vissuto in Serie A. Sapere che una società del genere ti vuole fa molto piacere. Mi sono trovato subito bene con il gruppo, con la società e con lo staff. Inoltre, dopo tanti anni, la possibilità di avvicinarmi a casa è sicuramente una bella cosa. È stata una scelta rapida, dettata dall'istinto. Come detto, sentire l'interesse di una società come l'Empoli e avere la possibilità di stare vicino a casa mi ha fatto scattare qualcosa. Mi sono detto che volevo provare e dimostrare a me stesso di poter fare bene anche qui. È stato un colpo di fulmine e ho scelto subito di venire. Il mio ruolo? Mi piace tanto spingere e aiutare la manovra offensiva. Posso ricoprire diversi ruoli sulla fascia sinistra e cerco di mettermi a disposizione della squadra in tutto quello che posso fare”.
IL MOMENTO DELLA SQUADRA E LE AMBIZIONI DEL GRUPPO
“Sicuramente l'inizio poteva andare meglio, ma credo che la cosa più importante sia continuare a lavorare e fare quello che sappiamo fare. Dobbiamo pensare a una partita alla volta, perché abbiamo un gruppo giovane, con talento e qualità per fare bene. Ho sempre pensato che ci siano giovani promettenti, ma anche ragazzi che, pur essendo giovani, hanno già esperienza e qualità importanti. La classifica dice che siamo tutti vicini, come succede spesso in Serie B, e guardarla troppo in questo momento può diventare destabilizzante. Dobbiamo continuare a lavorare, senza perdere di vista il nostro percorso. Credo che questo gruppo possa togliersi tante soddisfazioni”.
IL LAVORO CON MISTER ANDREOLETTI
“Quando cambia l'allenatore cambiano alcune dinamiche, il tipo di gioco, il modulo e le pressioni. Normalmente prepari la stagione in ritiro con determinate idee, quindi è inevitabile avere bisogno di un po' di tempo. Da questo punto di vista, la lunga sosta ci ha aiutato a capire meglio le richieste del mister. Andreoletti cerca la pressione alta, la riaggressione immediata quando perdiamo palla e la verticalizzazione. È stato bravo a lavorare su questi aspetti senza stravolgere troppo la squadra e stiamo entrando nella sua mentalità”.
LA PROSSIMA SFIDA CON IL VICENZA
“Il Vicenza, come la maggior parte delle squadre di Serie B, è una squadra ostica. Sarà una partita difficile, ma con le dovute precauzioni possiamo fare una bella prestazione. Noi prepariamo ogni partita per cercare di vincere. Può succedere qualsiasi cosa, ma siamo concentrati sull'obiettivo di fare il massimo e portare a casa la vittoria”.
I SACRIFICI PER INSEGUIRE IL SOGNO DEL CALCIO
“Ho iniziato a fare tanti sacrifici già da ragazzino. Quando ero a Prato, dopo la scuola tornavo a casa, prendevo il pranzo al sacco e andavo al campo con il pulmino. A 14-15 anni ho iniziato a prendere i mezzi pubblici, perché i miei genitori lavoravano e non sempre potevano accompagnarmi. Prendevo la tramvia da Scandicci fino a Santa Maria Novella, poi il treno per andare ad allenarmi. Alla fine dell'allenamento facevo il percorso inverso e tornavo a casa verso le sette o le sette e mezza, con i compiti ancora da fare. A volte, nel fine settimana, non riuscivo nemmeno a uscire con gli amici, perché avevo la partita oppure dovevo recuperare lo studio. Di sacrifici ce ne sono stati tanti. Ho avuto compagni che hanno fatto il mio stesso percorso e che purtroppo non sono riusciti ad arrivare fino alla prima squadra. Quando insegui il sogno di diventare calciatore, in un certo senso ti giochi anche una parte dell'adolescenza: è una scommessa, perché non sai mai dove riuscirai ad arrivare”.