Historic Match - 8 giugno 2012, Empoli-Vicenza 3-2
22 ottobre 2026
Ci sono partite che entrano nella storia. E poi ci sono partite che diventano leggenda. Serate in cui il calcio riesce a racchiudere tutto ciò che lo rende unico: la paura, la sofferenza, la speranza, la gioia. Serate in cui un pallone può decidere il destino di una squadra e restare per sempre nel cuore di un'intera città. L'8 giugno 2012 è una di quelle date che ogni tifoso azzurro porta dentro di sé. Al Carlo Castellani Computer Gross Arena c'è il ritorno del playout contro il Vicenza, dopo lo 0-0 all'andata in casa veneta.
Il primo tempo scorre senza reti, senza sussulti da ambo le parti. Nessuno, però, può immaginare quello che sta per succedere. Inizia il secondo tempo e al 60' il Vicenza colpisce. Michele Paolucci anticipa Dossena e di testa porta in vantaggio gli ospiti. L'Empoli è costretto a inseguire e cinque minuti più tardi arriva un'altra pugnalata. Ancora Paolucci, ancora un gol del Vicenza. 0-2. La speranza lascia spazio alla paura, l'attesa si trasforma in angoscia. Restano poco più di venti minuti e servirebbe un'impresa che, in quel momento, sembra impossibile.
Ma il calcio, a volte, sa raccontare storie e serate incredibili. Al 71' Levan Mchedlidze, entrato da pochi minuti, si avventa sul pallone e in scivolata lo accompagna in rete, correggendo il tiro di Massimo Maccarone. È l'1-2. Lo stadio torna ad accendersi, passano appena due minuti e succede di nuovo. Ciccio Tavano viene atterrato in area, l'arbitro indica il dischetto. Il peso di un'intera stagione sembra concentrarsi su quegli undici metri. Tavano prende il pallone, si prepara, calcia e non sbaglia. Il portiere è spiazzato, la rete si gonfia, il Castellani Computer Gross Arena esplode. È il 2-2. Quello che pochi minuti prima sembrava un destino ormai scritto si è completamente ribaltato.
Ma quella serata incredibile non era ancora finita, quel film aveva ancora molto da raccontare. Minuto 87, l'arbitro assegna un calcio di rigore agli ospiti. Sul dischetto va ancora Paolucci, l'uomo che con la sua doppietta aveva portato gli azzurri sull'orlo del baratro. Sul Castellani Computer Gross Arena cala un silenzio quasi irreale, con tutti gli occhi puntati verso la porta azzurra. Da una parte Paolucci, dall'altra Renato Dossena. Fischia l'arbitro, calcia Paolucci, Dossena vola alla propria destra e respinge il pallone. Il rigore è parato. Il boato che attraversa lo stadio è liberatorio, incontrollabile. I tifosi esultano, si abbracciano, urlano. C'è chi salta, chi piange, chi non riesce a credere a ciò che ha appena visto. L'Empoli è ancora vivo.
Il cronometro corre verso il recupero. Il pareggio potrebbe bastare, ma al 94' Maccarone si ritrova davanti la strada verso la porta del Vicenza. Tutto lo stadio accompagna quella corsa, come se ogni tifoso stesse percorrendo insieme a lui gli ultimi metri verso la gloria. Maccarone entra in area e calcia. 3-2! È l'apoteosi. È la liberazione. È la gioia più pura, quella che arriva soltanto dopo aver attraversato la paura più grande.
Il triplice fischio sancisce la fine di una partita folle. L'Empoli è salvo. In meno di mezz'ora gli azzurri sono passati dal baratro alla gloria, dallo 0-2 al 3-2, dalla disperazione a una delle esultanze più travolgenti della propria storia. 8 giugno 2012. Empoli-Vicenza 3-2. La partita che nessuno dimentica. Una notte che nessun tifoso azzurro potrà mai dimenticare.